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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Prostituzione
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La mwegprostituzione è l'attività di chi offre prestazioni mwewsessuali dietro pagamento di un corrispettivo in denaro, rientrando nella categoria del mwfalavoro sessuale. L'attività, fornita da e a persone di qualsiasi mwfqgenere e mwfgorientamento sessuale, può avere carattere autonomo, sottoposto, professionale, abituale o saltuario.

Strettamente legato alla prostituzione è il suo sfruttamento, o mwgalenocinio, praticato per trarre profitto dall'attività di chi offre il servizio, da parte di persone che generalmente si presentano e s'impongono come mwgqmwgglenoni o mwgwprotettori, cioè intermediari e procacciatori di clienti. Inoltre vi sono altre figure legate al fenomeno della prostituzione per cui può configurarsi, al posto dello sfruttamento vero e proprio, il reato di favoreggiamento.

La prostituzione nel mondo è regolamentata giuridicamente in modo estremamente variegato, passando da società che contemplano una legalizzazione completa ad altre che ne reprimono lo svolgimento per mezzo della mwhqpena di morte.

Trattandosi di un'attività socialmente mwhwstigmatizzantecite-ref-1[1], anche laddove i Paesi sono più progressisti, viene di fatto spinta in forme di esercizio marginali e sommerse, sovente gestite dalla mwjamalavita per cui stime quantitative numeriche soffrono di ampi margini di incertezza; un dato consolidato anche storicamente è la prevalente componente femminilecite-ref-2[2] dell'offerta e la prevalente componente maschilecite-ref-3[3] della domandacite-ref-4[4].

Contents

Storia
Italia
Italia
Cinema
Musica
Note

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Etimologia e utilizzo del termine

La parola "prostituzione" deriva dal verbo mwoglatino mwowprostituĕre (mwpapro- = "davanti", e mwpqstatuere = "porre", "mettere"), e indica la situazione della persona (in genere mwpgschiava) che non "si" prostituisce, ma che, come una merce, viene "posta (in vendita) davanti" alla bottega del suo padrone. Questa origine richiama quindi la condizione storicamente più abituale della prostituta, la quale non esercita autonomamente la sua professione, ma vi è in qualche modo indotta da soggetti che ne sfruttano il lavoro, traendone un proprio guadagno (cosiddetti "protettori"). Anche in greco antico il verbo mwpwπροτίθημι ha un significato simile: esporre, proporre, presentare, offrire.

L'uso del termine non è univoco e, a seconda del Paese, del periodo storico o del contesto socio-culturale, può includere qualsiasi atto sessuale e qualsiasi tipo di compenso (anche non in denaro) o indicare coloro che svolgono atti sessuali fuori dal matrimonio, o uno stile di vita simile a coloro che offrono le prestazioni o chi intrattiene atti sessuali disapprovati.

Secondo il linguista e scrittore ottocentesco mwqgNiccolò Tommaseo la distinzione fra meretrice e prostituta è che «la prima guadagna del corpo suo» e qui richiama il termine latino mwqwmereo, mentre "prostituta" è legata a mwraprostat, cioè colei che «per guadagno o per libidine, si mette in mostra, e provoca a sozzure». Tipico di Tommaseo è il legare gli esiti di una fine e rigorosa indagine filologica a personali giudizi di merito e morali i quali gli fanno aggiungere: «[La prostituta] è più comune, più venale. mwrqTaide meretrice, mwrgMessalina prostituta. Ogni abbracciamento venale è meretricio, prostituzione non è». Egli inoltre affermò «Le meretrici di caro prezzo non sono prostitute; le prostitute da' genitori o dai mariti, che nulla guadagnan per sé non meritano l'altro nome [meretrici].» A rafforzare la distinzione fra prostituta e meretrice egli richiama un'evidenza storica: «Le prostitute nei templi pagani per atto di devozione, meretrici non erano; e si credevano far opera meritoria»cite-ref-5[5].

Caratteristiche dell'attività

La prostituzione può essere classificata in ampi gruppi, ognuno con le proprie specificità e modalità di esercizio, a seconda del genere o orientamento sessuale di chi offre il servizio o a seconda del servizio offerto. Si hanno dunque la prostituzione femminile, la più diffusa e conosciuta, la mwvaprostituzione maschile, e la mwvqprostituzione transessuale, che nella maggioranza si tratta di mwvgdonne transgender o uomini mwvwcrossdresser. A questi macrogruppi va aggiunto il fenomeno della mwwaprostituzione minorile, quello della prostituzione virtuale mwwgvoyeuristica ed offerta via mwwwinternet con le mwxatelecamere e quello degli assistenti sessuali, servizio di natura sessuale rivolto ai disabili che prevede un compenso pecuniario.

Le modalità di esercizio della prostituzione, che subisce sovente un forte mwxwostracismo sociale e in molti Paesi è illegale, sono ampie e variegate. È molto comune la mwyaprostituzione di strada con l'esercitante che offre i suoi servizi sulla strada, o camminando o attendendo sull'uscio del mwyqmarciapiede, generalmente, ma non nel caso di prostituzione maschile, abbigliato con vestiti appariscenti e eleganti. La prestazione sessuale è sovente consumata in mwygauto o in stanze in affitto in mwywmotel e mwzahotel. Le prostitute di strada sono caratterizzate da numerosi nomi popolari e spesso ingiuriosi, fra cui "lavoratrici di strada", "peripatetiche", "lucciole", "battone" e altri.

Generalmente l'offerta di prostituzione di strada si concentra in ben determinate vie ad alta percorrenza o in quartieri periferici. In alcuni Paesi l'esercizio della prostituzione è legalmente accettato e regolamentato in specifiche aree delimitate, i cosiddetti mwzgmwzwquartieri a luci rosse, o in luoghi deputati, chiamati mwaabordelli o mwaqcase di appuntamento. In Italia, dove qualunque spazio aperto o chiuso dedicato alla prostituzione è illegale, sono stati denunciati numerosi mwagmwawsex club che ne facevano le veci.

Un'altra modalità di esercizio della prostituzione è quella di "mwbqaccompagnatori e accompagnatrici", conosciuti anche con il termine mwbginglese mwbwescort o, fino al XIX secolo, con quello francese mwcacocottecite-ref-6[6], che si offrono con le più disparate modalità (autonomamente con annunci su mwdqInternet o sulla stampa cartacea, o celati dietro agenzie) e non necessariamente offrono servizi sessuali al cliente. Lo o la mwdgescort solitamente accompagna pubblicamente il cliente in funzioni sociali quali cene, intrattenimenti o eventi vari, e solo dopo avviene la prestazione sessuale presso la residenza del richiedente del servizio o in motel/hotel. Anche dove la prostituzione è legale il servizio di mwdwescort è comune.

Tra le modalità di fruizione della prostituzione è annoverato, infine, il mweqmwegturismo sessuale.

Rispetto all'offerta sessuale, gli esercitanti la prostituzione possono essere specializzati o offrire prestazioni generiche, anche molto diversificate dal semplice voyeurismo con lo mwfaspogliarello, mwfqmassaggio, mwfgmasturbazione, per arrivare alla prestazione sessuale completa o a variazioni del tema come sedute mwfwsadomaso principalmente gestite da mwgamistress, mwgqmaster o prodom, registrazione di film pornografici, ecc. Le tariffe variano sia a seconda della prestazione richiesta che dei tempi cui sono direttamente proporzionali.

Storia

Grecia classica

Nella società greca antica esisteva sia la prostituzione femminile che quella maschile. Le prostitute, che vestivano con abito distintivo e pagavano le tasse, potevano essere indipendenti ed erano donne influenti; la prostituta colta e di alto ceto era definita mwkwetera. mwlaSolone istituì il primo bordello ad mwlqAtene nel mwlgVI secolo a.C. A mwlwCipro e mwmaCorinto, secondo mwmqStrabone, era praticata una sorta di prostituzione religiosa in templi con decine di prostitute. Le prostitute femminili erano divise in diversi gradi, tra cui si ricordano le etere e le pornai.

La prostituzione maschile era molto comune in Grecia. Era spesso praticata da adolescenti, come riflesso della mwmwpederastia greca. Giovani schiavi lavoravano nei bordelli di Atene, mentre un adolescente libero che vendesse i propri favori rischiava di perdere i diritti sociali e politici una volta divenuto adulto.

Antica Roma

Il mwngdiritto romano regolava con diverse leggi la prostituzione che era praticata nei lupanari, edifici siti fuori dalle città aperti soltanto nelle ore notturne. Le prostitute o meretrici generalmente erano schiave o appartenevano ai ceti più bassi.

Medioevo

La prostituzione era comune, e sovente tollerata, nel mwoqMedioevo nei contesti urbani. Gli statuti di molte città regolavano la prostituzionecite-ref-7[7]. Era, ad esempio, spesso vietata vicino alle mura della città o nelle aree prossime agli edifici di rappresentanza.

Italia

In Italia la prostituzione è stata regolamentata dallo mwrgStato fin dai tempi antichi, dove peraltro esisteva già una ricca tradizione di tolleranza negli stati preunitari: nel mwrwRegno di Napoli, già nel mwsa1432, era stata distribuita una reale patente per l'apertura di un lupanare pubblico; nella mwsqSerenissima Repubblica di Venezia esistevano pure numerose case di prostituzione; case di tolleranza erano inoltre presenti anche nello mwsgStato Pontificio.

Il mwtaRegno di Sardegna, durante il mwtqRisorgimento, introdusse così il meretricio di Stato (pensato, voluto e realizzato da mwtgCamillo Benso, conte di Cavour), anche e soprattutto per motivi igienici, lungo il percorso delle truppe di mwtwNapoleone III nel mwua1859, durante la mwuqSeconda guerra d'indipendenza italiana, sul modello di quanto già esisteva in mwugFrancia dai tempi di mwuwNapoleone I. Sempre nello stesso periodo, mwvaUrbano Rattazzi aveva persino stabilito con un decreto ministeriale che una prestazione basilare doveva durare venti minuti.

Fu Camillo Cavour, con un decreto del 1859, per favorire l'esercito francese che appoggiava i piemontesi contro l'mwvgAustria, ad autorizzare l'apertura di case controllate dallo Stato per l'esercizio della prostituzione in mwvwLombardia. Il 15 febbraio mwwa1860 il decreto fu trasformato in legge con l'emanazione del "Regolamento del servizio di sorveglianza sulla prostituzione". Con l'mwwqunità d'Italia, questa legge del 1860 estendeva la pratica a tutto il Paese.

Nacquero in questo modo nel mwwwRegno d'Italia le cosiddette "case di tolleranza", perché tollerate dallo Stato. Ne esistevano di tre categorie: prima, seconda e terza. La legge fissava le tariffe, dalle 5 lire per le case di lusso alle 2 lire per quelle popolari, e altre norme come la necessità di una licenza per aprire una casa e di pagare le tasse per i tenutari, nonché di controlli medici da effettuare sulle prostitute per contenere le mwxamalattie veneree. Lo Stato italiano si faceva carico di fissare anche i prezzi degli incontri a seconda della categoria dei bordelli, adeguandoli al tasso di mwxqinflazione.

Più tardi, il testo definitivo della legge Crispi, approvato il 29 marzo mwzg1888, vietava di vendere cibo e bevande, oltre che di tenere feste, balli e canti all'interno delle case di tolleranza e l'apertura di case in prossimità di luoghi di culto, asili e scuole. Le persiane sarebbero dovute restare sempre chiuse. Per questo i bordelli presero il nome di "case chiuse". Nel mwzw1891 mw0aGiovanni Nicotera, Ministro degli Interni, decise di ridurre le tariffe per limitare la prostituzione libera, che non subiva il controllo sanitario, e dimezzò il prezzo di un semplice trattenimento in una casa di terza classe, con ulteriori sconti per soldati e sottufficiali, acquisendo numerosi consensi fra la popolazione.

Nel mw0g1900 si levò qualche voce per la chiusura delle case di tolleranza a seguito dell'attentato dell'anarchico mw0wGaetano Bresci al re mw1aUmberto I. Bresci avrebbe trascorso alcuni giorni a meditare in un bordello prima dell'attentato, ma le minacce di chiusura pronunciate dall'allora Presidente del Consiglio mw1qGiuseppe Saracco rientrarono. Sarà poi mw1gFilippo Turati, nel mw1w1919, a riaprire la mw2aquerelle, ma per tutto il mw2qregime fascista non si registrarono variazioni di merito nella legislazione sulla prostituzione, se non una disposizione di mw2gBenito Mussolini degli anni trenta che imponeva ai tenutari di isolare le case con muri detti "del pudore" alti almeno dieci metri. Il fascismo, infatti, con il mw2wTesto Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del mw3a1931, aveva imposto misure restrittive nei confronti delle prostitute, obbligate ad essere schedate dalle autorità di mw3qpubblica sicurezza e sottoposte ad esami medici obbligatori.

La frequentazione di case di tolleranza era, prima della loro chiusura, una pratica abbastanza consueta presso la popolazione maschile, mentre le donne che entravano a far parte della schiera delle prostitute avevano poche possibilità di affrancarsi da un mestiere che spesso era fonte di malattie veneree e, quindi, di una minore aspettativa di vita. Anche dopo la fine della mw5aseconda guerra mondiale l'opinione pubblica era in buona parte favorevole alla prostituzione legalizzata, sia per ragioni di igiene pubblica sia per la volontà di porre un divario con le ragazze destinate a diventare spose e madri e per garantire alla popolazione maschile una valvola di sfogo per i propri istinti sessuali.

Il 20 settembre mw5g1958, a seguito di un lungo dibattito nel Paese durato circa dieci anni, è stato introdotto il reato di mw5wsfruttamento della prostituzione e le case di tolleranza sono state chiuse con la cosiddetta mw6alegge Merlin di mw6qAngelina Merlin del mw6gPartito Socialista Italiano. La legge punisce lo sfruttamento della prostituzione o mw6wlenocinio. La legge equipara il favoreggiamento allo sfruttamento: infatti punisce "chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui"cite-ref-8[8].

Nonostante il dibattito politico si sia riacceso a partire dagli mw8qanni 2000, non vi è attualmente alcuna regolamentazione legale del fenomeno, malgrado diversi tentativi di modificare la legge. Nel mw8g2003 un disegno di legge di mw8wUmberto Bossi della mw9aLega Nord e mw9qStefania Prestigiacomo di mw9gForza Italia, varato dal Consiglio dei ministri, vieta la prostituzione nelle strade, ma la ammette nelle case private e al chiuso e non avrebbe ripristinato le case di tolleranza. L'8 febbraio mw9w2007 l'onorevole mw-aFranco Grillini ha presentato una proposta di leggecite-ref-9[9], tesa a disciplinare l'esercizio della prostituzione e ad affermare la dignità e il diritto alla sicurezza e salute delle persone che si prostituiscono.

Si stima che oggi la prostituzione generi in Italia un notevole indotto (50.000 prostitute coinvolte, 9 milioni di clienti nel corso di cinque anni, 19-25 miliardi di euro il giro d'affari stimato), sottratto all'imposizione fiscale cite-ref-transcrime-it-10-0[10] cite-ref-11[11].

La legislazione contemporanea in materia

Sono cinque i modelli giuridici, con sfumature dalle più tolleranti alle più repressive, adottati per regolare la prostituzione.

1. mwaqsSistema proibizionista o criminalizzante: consiste nel vietare la prostituzione e nell'applicare - alla prostituta, al cliente o ad entrambi - pene pecuniarie o detentive. Il sistema è sostenuto da teorie che rivendicano la necessità di tutelare in tal modo la morale pubblica o la dignità della donna.
2. mwaq0Sistema abolizionista: questo sistema chiama lo Stato fuori dalla disputa, senza proibire o regolamentare l'esercizio della prostituzione. Viene criminalizzato in modo indiretto il lavoro sessuale.
3. mwaq8Sistema regolamentarista: è un sistema teso alla legalizzazione e regolamentazione della prostituzione che può avvenire con modalità differenti (come la statalizzazione dei bordelli, i quartieri a luci rosse, ecc). La legalizzazione sovente include l'imposizione di tasse e restrizioni, più o meno ampie, nell'esercizio della prostituzione anche con l'individuazione di luoghi preposti all'esercizio dell'attività e la prescrizione di controlli sanitari obbligatori per prostitute e prostituti per la prevenzione e il contenimento delle malattie veneree e l'obbligo di segnalare attività e residenza.
4. mwareSistema neo-regolamentarista: prevede regime fiscale e regolamentazione della prostituzione senza ingerenza da parte dello Stato nella gestione diretta in nessun aspetto dell'attività. Lo Stato, attraverso specifiche legislazioni, può definire alcuni parametri relativi alla professione (ad esempio condizioni di lavoro).
5. mwarmSistema decriminalizzante: è teso alla rimozione di leggi al fine di depenalizzare l'attività sessuale fra adulti consenzienti nei contesti commerciali.

Italia

Sono state presentate le proposte di mwargKatia Bellillo mwarkNorme per la legalizzazione della prostituzionecite-ref-12[12]cite-ref-13[13], di Mascia mwasiDisposizioni in materia di prostituzionecite-ref-14[14], di mwascElisabetta Gardini mwasgDisposizioni contro la pratica e lo sfruttamento della prostituzionecite-ref-15[15], di mwas0Matteo Brigandì mwas4Disposizioni per la regolamentazione dell'esercizio della prostituzionecite-ref-16[16], di mwatmCarolina Lussana mwatqDisposizioni in materia di prostituzionecite-ref-17[17], di mwatkTeodoro Buontempo mwatoNuove norme sulla prostituzionecite-ref-18[18], di mwat8Luana Zanella mwauaNuove norme concernenti l'esercizio della prostituzione e la lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altruicite-ref-19[19] e una proposta di mwauulegge di iniziativa popolare, la n. 6cite-ref-20[20] presentata dalla mwauoComunità Papa Giovanni XXIII che prevede la punibilità del cliente. Al Senato sono stati depositati il disegno di legge mwausDisposizioni in materia di prostituzionecite-ref-21[21] di mwavaTiziana Valpiana e mwaveNorme per contrastare l'acquisizione di prestazioni sessualicite-ref-22[22] di mwavyMaria Burani Procaccini. Nel mwavc2008 mwavgDaniela Santanchè ha presentato un quesito referendariocite-ref-23[23] per abolire diversi punti della Legge Merlin. La proposta non ha avuto alcun seguito.

Negli mwav4anni 2000 sono state emanate mwav8ordinanzecite-ref-24[24] restrittive in alcuni comuni per quanto riguarda la prostituzione in strada e il ministro per le mwawqpari opportunità mwawuCarfagna ha proposto un mwawyDDLcite-ref-25[25] approvato dal mwawsConsiglio dei ministri l'11 settembre 2008cite-ref-26[26]. Ordinanze e DDL sono stati fortemente contestati, sia dalle associazioni che lavorano per la cosiddetta "riduzione del danno" (contattando le persone che si prostituiscono e comitati di quartiere)cite-ref-27[27] sia dalle associazioni di prostitute sia dal mwaxqmovimento femminista.

Secondo la commissione Affari sociali della Camera, le prostitute sarebbero in Italia dalle mwaxy50 000 alle mwaxc70 000. Almeno mwaxg25 000 sarebbero immigrate, mwaxk2 000 minorenni e più di mwaxo2 000 le donne e le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi. Il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29,1% in albergo, il resto in case private. Il 94,2% delle prostitute sarebbero donne, il 5% mwaxstransessuali e lo 0,8% mwaxwtravestiti.

L'indagine non calcola il numero di prostituti maschi o escort. I sondaggi dimostrano anche che la maggiore concentrazione di prostitute è nell'area di Milano con il 40% e di seguito Torino con il 21%cite-ref-28[28].

Per quanto riguarda i clienti, uno studio commissionato nel 2007 dal mwaymDipartimento per i diritti e le pari opportunità ha rilevato che erano stati circa nove milioni e mezzo, nel corso di cinque anni, i clienti di prostitute cite-ref-transcrime-it-10-1[10] cite-ref-29[29].

In Italia sono operative diverse associazioni di prostitute che offrono aiuto, sostegno e consulenza a coloro che esercitano la prostituzione. Tra queste il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute (CDCP) nato nel 1982cite-ref-30[30].

Resto del mondo

Nei casi estremi, secondo alcuni codici in particolare di paesi mwaawmusulmani, la prostituzione è sanzionata con la "mwaa0pena di morte"; in altri paesi avviene il fenomeno diametralmente opposto, in quanto le prostitute pagano regolarmente le tasse e sono sindacalizzate, ad esempio nei mwaa4Paesi Bassi, e in questi paesi i mwaa8bordelli possono farsi pubblicità.

La situazione legale in mwabeGermania, in mwabiSvizzera (dove la discussione sull'età minima per prostituirsi è al centro di uno scontro vivace tra chi sostiene che la soglia debba essere abbassata a 16 anni e chi sostiene debba essere mantenuta a 18), e in mwabmNuova Zelanda è simile a quella dell'Olanda. Nello Stato australiano del mwabqNuovo Galles del Sud, qualsiasi persona di età superiore ai 18 anni può offrire prestazioni sessuali in cambio di denaro. In un altro Stato australiano, mwabuVictoria, una persona che desideri svolgere l'attività di prostituta può richiedere una regolare licenza. Le prostitute che lavorano in una propria attività o in attività altrui devono essere registrate. Le "sex-workers" individuali non necessitano di alcuna registrazione o licenza.

In alcuni paesi, lo statuto legale della prostituzione può variare in base all'attività: in mwabwGiappone, per esempio, la prostituzione "vaginale" è contro la legge, mentre il mwab0sesso orale a pagamento è legale e chi lo compie non esercita la prostituzione. In mwab4Turchia la prostituzione di strada è legale, così come la prostituzione nei bordelli regolati dal governo. Tutti i bordelli devono avere una licenza così come la devono avere le lavoratrici.

Nel mwacaRegno Unito la prostituzione non è formalmente illegale ma diverse attività di contorno lo sono. In mwaceInghilterra e in mwaciGalles sono illegali:

• per una prostituta attirare clienti in strada o in un luogo pubblico, mettendo così di fatto fuori legge la prostituzione,
• per un potenziale cliente richiedere persistentemente, anche se da un veicolo motorizzato,
• possedere o dirigere un bordello,
• la prostituzione minorile, per il cliente (dove il minore è definito tale in quanto più giovane di 18 anni)
• infine è illegale il controllo della prostituzione (mwacklenocinio).

Una situazione simile si verifica in mwacsScozia, dove la prostituzione in sé non è illegale bensì le attività associate. Un progetto di legge che istituisse delle zone di tolleranza per la prostituzione era stato promosso nel Parlamento Scozzese, ma non è riuscito a diventare legge.

In solo uno Stato degli mwac0Stati Uniti, ovvero il mwac4Nevada, è considerato legale comprare e vendere prestazioni sessuali. Bordelli legali sono presenti in diverse contee del mwac8Nevada. A seguito di un curioso caso giuridico il mwadaRhode Island legalizzo' accidentalmente la prostituzione per un breve periodo (2004-2009), per poi reintrodurne la criminalizzazione nel 2009cite-ref-31[31].

In mwadyCanada nel dicembre del 2013cite-ref-32[32] è stata abrogata la legge che criminalizzava la maggior parte delle attività collaterali, come ad esempio vivere esclusivamente di prostituzione senza essere di alcuna utilità alla società o negoziare in un luogo pubblico. Nel 1978 la Corte Suprema Canadese aveva stabilito che, per essere condannati per mwadsadescamento, l'atto deve essere "pressante e persistente".

Allo stesso modo in mwad0Bulgaria la prostituzione in sé è legale, ma la maggior parte delle attività collegate (come il mwad4lenocinio) sono fuorilegge.

In mwaeaSvezia, mwaeeNorvegia e mwaeiIslandacite-ref-33[33]cite-ref-34[34] è illegale comprare servizi sessuali, ma è legale vendere servizi sessuali. La ragione di questa legge è nella protezione delle prostitute, poiché molte di loro sono state forzate a prostituirsi da qualcuno o dalle necessità economiche. Chi si prostituisce generalmente è persona oppressa, mentre i clienti sono considerati oppressori. La Svezia è stata il primo paese a introdurre questo tipo di legislazione nel 1999. Nel caso di prostituzione minorile, in Olanda essere clienti (a meno che il cliente sia egli stesso minore di 16 anni) o protettori è illegale, ma in tal caso non è illegale prostituirsi. Nella maggior parte dei paesi dove la prostituzione è criminalizzata, chi si prostituisce viene arrestato e perseguitato più dei clienti.

In mwaewBrasile e mwae0Costa Rica, la prostituzione in proprio è legale, ma guadagnare dalla prostituzione altrui è illegale. La prostituzione è legale per i cittadini in mwae4Danimarca, ma è illegale trarne profitto. In questo paese la prostituzione non è regolata come nei Paesi Bassi, bensì il governo cerca attraverso interventi sociali di portare le persone fuori da essa indirizzandole verso altri mestieri, e cerca di ridurre al contempo l'introito delle attività criminali e altri effetti collaterali negativi derivanti dalla prostituzione.

In mwafaThailandia la prostituzione è illegale così come stabilito dal mwafePrevention and Suppression Act, B.E. 2539 del 1996, ma viene ampiamente tollerata.

Nel 1949, l'mwafmAssemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la "Convenzione per la soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione altrui", affermando che la prostituzione forzata è incompatibile con la dignità umana, richiedendo a tutte le parti coinvolte di punire i protettori e i proprietari dei bordelli e gli operatori e di abolire tutti i trattamenti speciali o la registrazione delle prostitute. La convenzione fu ratificata da 89 paesi ma la mwafqGermania, i mwafuPaesi Bassi e gli mwafyStati Uniti non parteciparono.

In alcuni paesi per aggirare le leggi sulla prostituzione si ricorre o si ricorreva al matrimonio turistico, dove due persone sono legalmente sposate in un arco temporale prestabilitocite-ref-35[35]cite-ref-36[36].

Prostituzione e religione

Nell'Ebraismo e Cristianesimo

Nella Bibbia

Nell'mwagyAntico Testamento la prostituzione è citata molte volte, nella quasi totalità dei casi in un contesto di riprovazione. Viene sempre presentata come mwagcpeccato o motivo di vergogna e la mwaggprostituzione sacra viene esplicitamente vietata nel mwagkDeuteronomio mwago23:18cite-ref-37[37] e deprecata in mwag8Osea mwaha4:14cite-ref-38[38]. Viene utilizzata spesso come metafora del cattivo comportamento del popolo d'mwahuIsraele, in particolare in Osea, che, per ordine divino, sposò una prostituta come simbolo dell'amore tradito di mwahyDio per il suo popolo e della possibilità per quest'ultimo di redimersi.

Del tutto particolare la vicenda della prostituta mwahgRaab, che a mwahkGerico nascose e protesse gli emissari di mwahoGiosuè. Per questo venne risparmiata dagli Israeliti e portata ad esempio da mwahsSan Paolo nella mwahwLettera agli Ebrei (mwah011:31cite-ref-39[39]) fra coloro che si salvarono per fede.

Nel mwaimNuovo Testamento permane la condanna della prostituzione, che viene citata anche come causa di rovina nella parabola del figliol prodigo. Accanto a questo emerge la possibilità di redenzione per chi ha creduto, esposta con chiarezza nell'affermazione

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I

pubblicani

e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio

»

(

Mt 21:31,32

, su

laparola.net

.

)

Il perdono ad una prostituta viene effettivamente praticato da mwaiyCristo nell'episodio della peccatrice penitente (mwaicLcmwaig7:36,50cite-ref-40[40]). Anche se non è confermato dagli studi biblici, questa figura viene identificata tradizionalmente con mwai0Maria di Màgdala, o Maria Maddalena, divenuta mwai4simbolo del pentimento.

Altre religioni

Nella religione mwajmmusulmana, così come nella religione ebraica, la prostituzione è considerata peccato ed è ripudiata. In alcuni dei paesi a religione dominante musulmana (mwajqIran, mwajuAfghanistan, ecc.) la prostituzione è punibile con la pena di mortecite-ref-41[41].

Rappresentazione della prostituzione nelle arti

La prostituzione è stata rappresentata nelle arti in varie forme. Sul finire del 1800, con l'esaurirsi dello spirito vittoriano, l'opera di Henri de Toulouse-Lautrec illustra perfettamente il cambiamento d'atmosfera di fin de siècle in favore di un culto dell'erotismo. Egli si dedicò intensamente alla rappresentazione della vita nei bordelli parigini che egli stesso frequentava assiduamente.

Cinema

Elenco di film sulla prostituzione o con persone che si prostituiscono come protagoniste:

• mwakcCommedie: mwakgmwakkRoma, mwakomwaksIeri, oggi, domani, mwakwmwak0Irma la dolce, mwak4mwak8Colazione da Tiffany, mwalamwaleBello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata; inoltre, il film a episodi mwalimwalmI mostri di Dino Risi (1963) contiene riferimenti in due episodi (mwalqVernissage e mwaluIl povero soldato).
• mwapoFilm romantici: mwapsmwapwPretty Woman, mwap0mwap4Moulin Rouge!, mwap8Questa è la storia della mia vita, mwaqemwaqiBelle toujours, mwaqmmwaqqLa viaccia, mwaqumwaqyCasco d'oro, mwaqcLola, donna di vita, mwaqkmwaqoBallando con uno sconosciuto, mwaqsmwaqwMai di domenica, mwaq0mwaq4Le buttane, mwaq8mwaraIl mare e l'amore.

Musica

L'opera lirica mwarmmwarqLa traviata di mwaruGiuseppe Verdi ha come protagonista Violetta, una prostituta d'alto bordo.

Nella musica leggera un brano che è quasi un inno è mwarcLucciole vagabonde, del quale è molto noto l'mwargincipit del ritornello mwarkNoi siam come le lucciole... Composto nel 1927 da mwaroCesare Andrea Bixio e mwarsBixio Cherubini, e interpretato da mwarwAchille Togliani, è stato poi ripreso da mwar0Claudio Villa, mwar4Aurelio Fierro, mwar8Gigliola Cinquetti e mwasaMilva.

mwasiFabrizio De André viene considerato da alcuni il cantore per eccellenza della prostituzione con brani come mwasmmwasqLa canzone di Marinella, che, anche se non dichiarato nel testo, è ispirata all'omicidio di una prostituta, mentre una canzone di De André che parla della prostituzione senza mai citarla è mwasumwasyBocca di Rosa, infatti in questa canzone lo fa "descrivendola" (es. «la chiamavano Bocca di Rosa metteva l'amore metteva l'amore, la chiamavano Bocca di Rosa metteva l'amore sopra ogni cosa/C'è chi l'amore lo far per noia, chi se lo sceglie per professione, Bocca di Rosa né l'uno né l'altro, lei lo faceva per passione»). Più esplicite mwascmwasgLa città vecchia, mwaskmwasoVia del Campo e mwassA dumenega che hanno nella prostituzione uno dei motivi principali. In ruoli minori invece se ne parla ne mwaswmwas0Il testamento, mwas4mwas8La domenica delle salme, mwataSally, mwateLa cattiva strada, mwatiVolta la carta, e in mwatmmwatqCarlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, il cui testo è scritto da mwatuPaolo Villaggio. In mwatyPrincesa, invece, il cantautore genovese fa parlare in prima persona, tramite i suoi versi, una prostituta transessuale.

Nello stesso periodo, sono almeno un paio gli accenni al tema in canzoni di mwatgSergio Endrigo: mwatkIl primo bicchiere di vino (1967) e mwatoLa prima compagnia (1971). Sempre nel 1971 l'mwatsEquipe 84 parlò di prostituzione nella canzone "Quel giorno" dell'album mwatwCasa mia.

In realtà è stato mwat4Enzo Jannacci quello che ha cantato per primo il mondo della prostituzione milanese, con canzoni come mwat8T'ho compràa i calsett de seda, storia di un mwauaruchetè, cioè un protettore, o mwaueM'han ciamàa, che racconta l'omicidio di una prostituta, entrambe del mwaui1964, e con mwaumVeronica, scritta insieme a mwauqDario Fo e mwauuSandro Ciotti l'anno successivo, in cui ha ironicamente descritto la figura di una prostituta di periferia.

Anche mwauci Peos precedono De André, nella loro canzone mwaugCinquemila, in cui vi è anche un verso che recita «... lo fanno per vocazione» a cui il cantautore genovese si ispirerà per un verso analogo contenuto ne mwaukLa città vecchia («...quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione»).

mwausGino Paoli ha più volte dichiarato che mwauwIl cielo in una stanza è stato ispirato dallmwau0'mwau4amore mercenario. Del resto il citato 'soffitto viola' era tipico nelle case chiuse.

I mwavaNomadi nella canzone mwaveL'angelo caduto hanno cantato la morte di una vittima del racket della prostituzione.

Nel 1976 Valerio Negrini scrisse "mwavmTra la stazione e le stelle", un brano molto delicato che racconta la vita di una prostituta, inserito nell'album dei mwavqPooh Poohlover.

Anche mwavyLe Orme hanno dedicato la canzone mwavcEra inverno ad una prostituta, mentre mwavgAntonello Venditti ha descritto una prostituta in mwavkStrada (dall'album mwavoUllàlla del mwavs1976).

La celebre canzone di mwav0Giuni Russo mwav4Un'estate al mare (scritta da mwav8Franco Battiato) ha anch'essa come protagonista una prostituta (infatti inizia con mwawa"Per le strade, mercenarie del sesso che procurano fantastiche illusioni...").

mwawiFrancesco Guccini accenna in mwawmCanzone di notte alle bagasce che passeggiano sui viali, e in mwawqL'antisociale alle mondane, che ad essere sincere son le sole, e in mwawuFantoni Cesira ad una ragazza che per avere il successo nel cinema, diventa anche prostituta d'alto bordo.

La canzone mwawcEbano dei mwawgModena City Ramblers, presente nel loro album del mwawk2004 mwawo¡Viva la vida, muera la muerte!, è dedicata ad una giovane prostituta africana. mwawsEbano valse ai MCR il premio mwawwAmnestymwaw0 – Voci per la libertà, assegnato da mwaw4Amnesty International.

mwaxaGianluca Grignani ha dedicato la sua canzone mwaxeIl gioco di Sandy nell'album mwaxiDestinazione Paradiso ad una sua amichetta di infanzia, con la quale l'autore ha forse fatto le prime esperienze, che ha deciso di fare della sua predisposizione una professione.

mwaxqLucio Dalla e mwaxuPierdavide Carone a Sanremo 2012 hanno cantato la canzone mwaxyNanì, dedicata ad una prostituta, proprio Nanì (ovviamente è un nome di fantasia). Di Lucio Dalla, sulla prostituzione, è anche il brano mwaxcDisperato erotico stomp.

Altri brani musicali che parlano o citano il fenomeno a vario titolo sono mwaxkLei ha la notte di mwaxoNicky Nicolai, mwaxsFortuna di mwaxwLuca Barbarossa, mwax0mwax4Il nostro caro angelo di mwax8Lucio Battisti (il testo scritto da mwayaMogol recita in un verso: mwayecome prostitute che nella notte vendono/un gaio cesto di amore che amor non è mai), mwayiPotrebbe essere sera (sempre di Battisti ma con testo di mwaymPasquale Panella), mwayqStella della strada di mwayuFrancesco De Gregori, mwayyVita, storie e pensieri di un alieno di mwaycRaf, mwaygLucciola di mwaykRon, mwayomwaysMi vendo di mwaywRenato Zero (sul tema della prostituzione maschile), mway0mway4Comprami di mway8Viola Valentino.

Dall'estero mwazemwaziRoxanne di mwazmSting & mwazqThe Police e mwazuLove Today di mwazyMika.

Problematiche delle persone che si prostituiscono

Il problema che accomuna tutte le persone che si prostituiscono risiede nello mwazkstigma sociale che debbono subire, che comporta una svalutazione della persona per tutta la vita anche solo per un caso sporadico e emargina ulteriormente i soggetti aggravando le fragilitàcite-ref-42[42]. Per evidenziare le varie problematiche sono stati stilati da parte di Associazioni di categoria dei mwaz4Manifesti di richiesta di diritti civilicite-ref-43[43]. Lo stigma sociale, che emblematicamente risulta anche dall'uso offensivo che si fa del termine anche nei paesi più permissivi, si ripercuote oltre alla persona anche sui suoi famigliari, favorendo la segretezza e l'omertà diffusacite-ref-44[44].

Note

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Letteratura

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• mwbvcEmilia Ferretti Viola, mwbvgUna fra tante (1877)
• mwbvsÉmile Zola, mwbvwmwbv0Nanà (1880)
• mwbv8Guy de Maupassant, mwbwamwbwePalla di sego (1880)
• mwbwmDino Buzzati, mwbwqmwbwuUn Amore (1963)
• mwbwcPaulo Coelho, mwbwgUndici minuti (2003)
• mwbwoDaniel Chavarría, mwbwsAdiós muchachos (2007)

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni sulla prostituzione
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «prostituzione»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla prostituzione

Collegamenti esterni

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• mwbxsTestimonianza video sulla realtà delle case chiuse a Torino, da mwbxwmwbx0Memoro - la Banca della Memoria
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• Prostitution Research & Education mwbyk